Luigi Boschin blog – Per un' Italia migliore

luglio 30, 2016

Poste Italiane

Filed under: Giustizia,Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 9:10 am
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Alla base di un paese civile c’è anche il suo servizio postale.

Come è possibile che quando spedisco una busta con dei contenuti di “spessore” tipo biglietti augurali con musica elettronica per mia suocera a Natale o le mie carte di credito appena rinnovate negli Stai Uniti, non arrivano in Italia?????

E’ successo troppe volte, e questo è un chiaro indice di inciviltà!

NON succede se spedisco sempre dagli USA qualcosa a mio figlio in Irlanda o a mia figlia a Londra.

Succede solo in un paese di  ladri e corrotti.

Si dia da fare la magistratura a indagare e quando i responsabili saranno identificati, siano licenziati e puniti, oppure poverini reintegrati nel posto di lavoro come sempre succede.

Negli Stati Uniti un furto nel sistema postale è un crimine federale che comporta le seguenti sanzioni:

Under United States Code 18 Section 1708, federal mail theft is a felony. If you are charged with mail theft, you could face up to five years in federal prison and fines of up to $250,000.

Si 5 anni di carcere e li fai TUTTI!

Galera

 

luglio 31, 2015

Patente e libretto

Filed under: Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 11:42 am
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Sono a Udine per un breve periodo di vacanza e son ben due volte che con la mia automobile svizzera vengo fermato e mi vengono richiesti “patente e libretto”.

Ieri sera a un tutore dell’ordine che mi ha detto: “che cosa è questa roba qua” riferendosi al libretto di circolazione svizzero ho ricordato in modi molto gentili che invece di fermare automobili per trascrivere dati statistici su un foglio di servizio sarebbe meglio occuparsi della situazione cittadina che è fuori controllo: vedi foto immigranti nel parco Moretti e Loggia del Lionello.

Mi è stato risposto in maniera poco cordiale che io sono uno straniero e decide lui chi controllare o meno.

Posso quindi dedurre che gli svizzeri siano un potenziale serio problema per l’ordine pubblico…


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aprile 26, 2015

Pizzeria a Miami / Expo2015 a Milano

Oggi, DOMENICA due ragazzi di 25 anni in cambio di cento dollari mi hanno aiutato a scaricare un container di mobili e piastrelle provenienti dal Bel Paese per la mia casa di Miami.

Tra un pacco di piastrelle e una poltrona di Divani&Divani mi hanno raccontato che loro, facendo i camerieri in una pizzeria, guadagnano il corrispondente di circa 5000 Euro netti al mese con le sole mance, mentre il minimo garantito orario serve essenzialmente a pagare le tasse.

Altro che “quinto livello commercio”  ” stagista” contributi INPS, INAIL e chi più ne ha più ne metta…

Leggo questo articolo sul “Fatto Quotidiano” a proposito dei lavori rifiutati per EXPO 2015:

Ogni commento è superfluo.

Luigi Boschin

 

“Expo 2015, costretti a rifiutare il lavoro perché chiamati a 10 giorni dall’inizio”

Lavoro & Precari
Alcuni candidati spiegano a ilfattoquotidiano.it i motivi per cui non hanno accettato l’impiego, nonostante fossero stati selezionati da Manpower. Dopo il colloquio hanno aspettato mesi. E la risposta è arrivata troppo tardi

“Per un posto di lavoro a 500 euro al mese sarei dovuta partire in 48 ore: ho atteso una risposta per quattro mesi ed è arrivata a dieci giorni da Expo. Mi spiace, ma la mia situazione economica precaria non me lo permette”, è la testimonianza di A.F., candidata che ha rifiutato un posto di lavoro nei padiglioni dell’Esposizione Universale. 310mila gli aspiranti, circa 3200 le posizioni chiuse ad oggi, 80% le offerte rifiutate.

“Trovare 600 persone pronte non è stato uno scherzo”, dicono i selezionatori di Manpower, l’agenzia interinale a cui Expo Spa ha affidato la selezione. “Diverse le cause che hanno portato a questa scelta: la lunghezza e la complessità del processo di selezione e la turnazione che prevede il lavoro anche nelle giornate di sabato e domenica”, si legge sul portale di Manpower. Ma ai candidati costretti a rifiutare la proposta lavorativa essere additati come scansafatiche non va proprio giù: la maggior parte di loro ha sostenuto i colloqui lo scorso inverno, raggiungendo Milano a spese proprie, anche più di una volta, per poi ricevere risposta definitiva a poco più di una settimana dall’Expo.

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Delusi da un’Esposizione Universale che si è a lungo presentata come evento salvifico capace di risolvere il problema del lavoro, scelgono la forma dell’anonimato: “A inizio anno ho passato il colloquio per un 5° livello commercio con uno stipendio di 1460 euro lordi. Il netto attorno ai 1200 euro per un full time di 40 ore settimanali – racconta M. F, 29 anni, laurea triennale – Arrivando dalle Marche con quella retribuzione avrei potuto mantenermi a Milano dove un posto letto costa 550 euro, visto che da subito ci era stato detto che durante i sei mesi vitto e alloggio sarebbero stati a nostre spese, come anche il parcheggio. Dopo mesi di silenzio da parte di Manpower poco fa mi hanno proposto nel padiglione della Thailandia a 28 ore al mese. Sono stata costretta a rinunciare”.

Come tanti coetanei, anche S.G. ha cominciato a guardare le offerte lo scorso autunno: dall’Area team leader e Operatori Grandi Eventi alle tantissime posizioni non retribuite di hostess e addetto alla pulizie. “Sono stata ammessa a due colloqui presso gli uffici milanesi di Manpower: abito in Toscana e ho chiesto se si poteva fare via skype o sostenere entrambi i colloqui lo stesso giorno per accorpare le spese del viaggio, tutte a mio carico. Mi è stato risposto di no e ho accettato solo il colloquio da stagista spendendo 200 euro fra viaggio e albergo. Sono giovane, ho pensato, fa curriculum. E Manpower mi aveva rassicurata: entro febbraio avrai il feedback. Quella telefonata è arrivata solo poche ore fa: ‘Hai superato la selezione di gennaio ma non possiamo ancora darti l’ok definitivo perché Expo Spa non ha ancora dato conferma. Ti faremo sapere presto se inizierai a lavorare a fine settimana’. Mi spiace ma con tre giorni di preavviso, anche volendo, non posso accettare. Fossero stati 1500 euro era un conto, ma 500 con poche ore per trovare un alloggio è infattibile”.

In tre giorni non si ha nemmeno il tempo di sbrigare le cose basilari, non bastano per dare preavviso al proprio datore di lavoro. Il tempo corre, e nei quattro mesi di attesa i candidati non potendo vivere di aria hanno cercato un altro impiego.

aprile 1, 2015

Come ti distruggo un gioiello Made in Friuli

Leggo questo articolo sul Messaggero di oggi e per tutelarmi, domani, una persona di mia fiducia farà il pieno di prodotti Domenis  presso la loro sede di Cividale tra cui la miglior grappa al mondo: la Storica Nera.

Ho fatto un calcolo preciso di quanta me ne servirà nelle mie residenze nel mondo per il resto dei miei giorni. Non voglio rinunciare a queste eccellenze che la Repubblica Italiana si impegna a distruggere: TRISTE VICENDA DI PERSECUZIONE GIUDIZIARIA! storica-nera-50-scheda

CIVIDALE. Niente da fare per la storica e prestigiosa distilleria “Domenis” di Cividale del Friuli. A quasi vent’anni dall’inizio della “via crucis” tributaria nella quale i suoi amministratori erano incappati per presunte violazioni fiscali, la Corte di Cassazione ha chiuso la vertenza respingendo le ragioni difensive dell’azienda e imponendole il pagamento di oltre 10 milioni di euro all’Agenzia delle dogane. La sentenza è stata depositata dagli ermellini romani lo scorso 18 marzo e la portata del debito, come intuibile, rischia di determinare conseguenze pesantissime sul prosieguo dell’attività. Inchiesta penale e maxi “multa” I guai erano cominciati – o meglio, erano raddoppiati – nell’estate del 2010, quando Silvano Domenis, reduce da una condanna di primo grado del tribunale di Udine per le ipotesi di reato di falso e violazione dell’accisa, si era visto notificare dall’Ufficio udinese delle Dogane l’invito al versamento di una “bolletta” da 9 milioni 652.393 euro. Soldi che l’imprenditore avrebbe dovuto saldare, per avere beneficiato – questa la contestazione che gli era stata sollevata prima dalla Procura della Repubblica di Udine e, poi, anche dagli accertatori doganali – dell’esenzione d’imposta per una serie di partite di alcol destinate all’esportazione, pur senza averne alcun titolo. Nel mirino, gli stessi 903 mila litri di alcol etilico a 95,5 gradi per i quali, nel settembre del 2009, gli era stata inflitta una pena di due anni e mezzo di reclusione (estinta per indulto). Nel procedimento penale, Domenis era stato accusato di avere compiuto 37 spedizioni di grappa, con falsi documenti, tra l’agosto del 1994 l’aprile del 1998, a «imprese inesistenti» in Estonia e Lettonia. E di averlo fatto, al fine di fruire del regime sospensivo dell’accisa previsto per l’esportazione in Paesi extracomunitari. La “bolletta” annullata Ebbene, la battaglia legale seguita a quel primo round nefasto aveva portato esiti positivi in sede sia penale, sia tributaria. Nel 2011, la Commissione tributaria di Udine aveva assolto il noto e apprezzato distillatore e annullato l’invito al pagamento delle Dogane. «Se, da un lato, lo scopo unico degli autori degli illeciti era il contrabbando che consentiva lucri enormi – scriveva nelle motivazioni il giudice relatore, Mario Umberto Grillo -, dall’altro è escluso che i comportamenti decisivi che hanno comportato anche l’illecita sottrazione delle merci all’accisa (rimozione dei sigilli e apposizione di timbri falsi sui documenti) siano ricollegabili in qualche maniera al Domenis». E l’assoluzione in Appello I difensori, avvocati Giuseppe Campeis, di Udine, ed Enrico Casamassima, di Roma, avevano “bissato” il successo l’anno successivo, ottenenendo il ribaltamento della sentenza di condanna davanti alla Corte d’appello di Trieste. Domenis era stato così assolto dalle accuse di falso e di violazione dell’accisa, rispettivamente con le formule “per non aver commesso il fatto” e “perchè il fatto non sussiste”. In linea, cioè, con quanto già stabilito dai giudici norvegesi e tedeschi, a loro volta favorevoli alla tesi dell’azienda friulana. «Una vicenda processuale – aveva argomentato l’avvocato Campeis – originata per un verso da errori commessi dai soli funzionari italiani, visto che quelli tedeschi e norvegesi fin dall’inizio avevano considerato il distillatore friulano vittima di contrabbandieri professionali. E, per l’altro, da un’eccessiva valorizzazione operata dagli organi di polizia giudiziaria di indizi equivoci, privi di qualsiasi valenza e annichiliti dalle plurime prove, tutte di segno contrario, offerte nel tempo dalla difesa». Il “ribaltone” in Tributaria.

L’archiviazione delle tribolazioni penali, però, non è bastata ad arrestare l’iter amministrativo. Approdato nel frattempo davanti alla Commissione tributaria regionale di Trieste, infatti, il caso della “Domenis” è stato nuovamente aperto, incombendo sull’azienda con tutto il peso dei 10 e più milioni di euro – considerati anche gli interessi maturati nel tempo – pretesi dalle Dogane quale saldo di anni di accise non versate. Da qui, il ricorso per Cassazione presentato dalla difesa (non più rappresentata anche dall’avvocato Campeis), quale estremo tentativo di scongiurare un colpo altrimenti mortale, o quasi, in termini economici. La “mazzata” romana L’esito è quello pronunciato il mese scorso dai giudici della Corte Suprema, nella sentenza che ha dichiarato il ricorso inammissibile. «Non condividiamo l’interpretazione data dalla Cassazione – ha commentato l’avvocato Casamassima – e riteniamo che della vicenda, molto complessa e protrattasi per 17 anni, sia stata formulata una lettura affrettata». A questo punto, l’azienda potrebbe tentare l’ulteriore e definitiva carta dell’impugnazione, puntando alla revocazione per errore di fatto. Ma il debito tributario in ballo è talmente elevato, da rendere al momento azzardata qualsiasi previsione.

febbraio 24, 2015

Quando la burocrazia offusca il sole

Filed under: Impresa,Mercato — Luigi Boschin @ 2:59 am
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Oggi Apple ha annunciato che costruirà due centri dati rispettivamente in Irlanda e in Danimarca, alimentati al 100% con energia rinnovabile.

Non in Italia,  paese del sole, chissà come mai?

Sarà mica perché vogliono evitare burocrazia, tasse e problemi vari?

Conviene andare a Nord dove c’è meno sole ma anche meno problemi.

Da Repubblica:
Apple investira’ 1,7 mld dollari per 2 centri dati in Europa
San Francisco, 23 feb. – La Apple investira’ 1,7 miliardi di dollari per la costruzione di due centri dati in Europa interamente attivati con energia rinnovabile. I centri data saranno localizzati in Danimarca e in Irlanda e forniranno servizi online inclusi iTunes Store, App Store, iMessage, e servizi di mappatura e Siri in Europa. .

 

 

gennaio 28, 2015

Se solo fosse gestita meglio….

Filed under: Varie — Luigi Boschin @ 7:06 pm
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Immaginate cosa potrebbe essere l’Italia se solo fosse gestita in maniera “normale”:

https://www.youtube.com/watch?v=LaXqHU32bm4

gennaio 16, 2015

“Bel Paese”

Filed under: Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 3:40 pm
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Autogrill autostrada Milano Laghi vicino al sito EXPO 2015 dove l’italiano medio si ferma a fumare una sigaretta dopo aver sputato a terra la gomma da masticare, perché è  troppo impegnativo buttarla nel cestino:

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gennaio 12, 2015

” Bel Paese “

Filed under: Fuori dal mondo — Luigi Boschin @ 9:47 pm
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Sono stato a Roma nel fine settimana: mai prima d’ora ho visto uno stato di degrado e sporcizia come in questa visita.

Italia dove stai andando?

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dicembre 28, 2014

Solo per i privati

Filed under: Fuori dal mondo,Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 8:32 pm
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Quindi il “Jobs act” vale solo per i privati, NON per gli statali: whoooo, cambiamento epocale?

Nulla cambia, gli statali restano privilegiati: l’Italia è uno stato sovietico che considera il privato il nemico di classe da tassare e tartassare!

Luigi Boschin

novembre 30, 2014

Pulizia postale

Filed under: Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 8:01 pm
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Si pulizia postale e non Polizia Postale.

Ufficio postale di Porlezza, dove la fila entra dall’uscita ed esce dall’entrata una impresa di pulizia viene regolarmente retribuita per “pulire” il pavimento.

A chi sarà riconducibile questa sporcizia stratificata?

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