Luigi boschin blog – Per un' Italia migliore

febbraio 25, 2012

Lo dice anche l’OCSE

Filed under: Giustizia — Luigi Boschin @ 4:46 pm
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Secondo l’Ocse, il nostro Paese deve inoltre rivedere il dualismo del mercato del lavoro, ‘allentando le tutele sui contratti di lavoro standard’ e ‘promuovendo una maggiore differenziazione dei salari’. Dovrebbero anche essere aumentati gli incentivi per l’innovazione e si dovrebbe procedere con ‘una riforma della governance aziendale’, per esempio rivedendo la regolamentazione fallimentare e migliorando la trasparenza degli strumenti finanziari. L’Ocse sottolinea che l’Italia, come la Spagna e altri Paesi sottoposti a forte stress finanzi ario, ‘hanno volontariamente messo in atto una serie di misure credibili di consolidamento fiscale’.

Come ho già scritto in passato le medioevali fasciste leggi fallimentari vanno riviste.
Fare impresa in Italia è rischiosissimo

febbraio 22, 2012

Ricerca italiana

Filed under: Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 11:51 pm
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Solo lo sputtanamento é più veloce della luce:

Roma, 22-02-2012
I neutrini non sono piu’ veloci della luce come annunciato a settembre dal team dell’esperimento Opera dell’acceleratore di particelle Lhc del Cern di Ginevra. Secondo quanto riferisce FoxNews la sorprendente misurazione sarebbe dovute ad un’anomalia nel funzionamento degli apparati utilizzati per misurare la velocita’ dei neutrini.

In particolare il dato sorprendente che fece il giro del mondo e’ dovuto ad un errore di connessione nel cavo di fibra ottica tra un rilevatore Gps e un computer usato per calcolare il tempo in cui i neutrici furono sparati dall’Lhc a Ginevra al laboratorio dell’Infn sotto il Gran Sasso, distante oltre 700 km.

All’epoca i neutrini risultarono 60 nanosecondo piu’ veloci della luce.

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febbraio 19, 2012

Grilletto facile, stato debole

Filed under: Giustizia,Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 4:51 pm
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Arrestati Marines italiani,

Per chi conoscesse l’inglese questo bellissimo editoriale del ” Sunday Guardian ” é un triste e realistico elenco dell’immagine che l’Italia ha all’estero.

Io sono della opinione che mandare dei figli di un povero sud armati di mitra e in tuta mimetica a ” proteggere ” delle navi italiane all’estero é andarsi a cercare problemi.

Farebbero meglio gli armatori a cambiare bandiera  con quella di uno stato più credibile che sappia proteggerli, ma così facendo verrebbero accusati di “estero vestizione ” ed elusione fiscale, perché ” riconducibili ” a soggetti italiani.

Lo stato italiano infatti sa essere forte solo con i deboli utilizzando la burocrazia.

Fatemi sapere quando saranno arrestati dei militari americani o israeliani in missione di scorta.

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Luigi Boschin

febbraio 14, 2012

Mandategli la finanza

Filed under: Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 2:56 am
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Da Rai News 24:

Anche Moody’s ci retrocede

Roma
Ancora una volta la scure di Moody’s si abbatte sull’Italia. L’agenzia statunitense infatti ha abbassato stanotte il rating del nostro Paese portandolo da A2 ad A3. Non basta: nelle note di accompagnamento Moody’s fa intravedere persino nuovi tagli se la situazione nell’Eurozona non migliorerà.

Beh, cosa aspetta la procura di Trani a mandargli la finanza ?

Ci vogliono i sistemi “sovietici”

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febbraio 10, 2012

Corriamo dietro agli evasori

Filed under: Consigli alla Repubblica,Impresa — Luigi Boschin @ 4:34 pm
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Sicuramente soldi pubblici spesi bene quelli per mandare la squadra di corsa campestre della guardia di   finanza in Spagna con “l’aereo aziendale” un ATR42 .

Ragazzi, è per partecipare alla Coppa Campioni di corsa,  mica per divertirsi, é importante  che siano bravi a correre dietro agli evasori.

Quando io me ne andai in Russia con un volo privato ( soldi MIEI di ditta MIA) i guardiani degli “evasori” trovarono da ridire che non amministravo bene la MIA società e che tale spesa non era giustificata

In calce al loro post scrivono:

Il team delle Fiamme Gialle sarà raggiungibile ad Istanbul al numero + 39 366 6815028

mi chiedo:

Istambul é in Spagna?  Chi pagherà i “roaming charges” del loro telefonino 0366  tipicamente italiano ?

LOTTA AGLI EVASORI !

LEGGI IL LORO POST SUL SITO UFFICIALE FIAMME GIALLE

Luigi Boschin

febbraio 7, 2012

Meno male che Trani c’é

Filed under: Giustizia,Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 2:38 pm

Alla procura di Trani, difendono l’Italia dagli attacchi di Standard & Poors, ma non solo:

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Quando le toghe trescano e inforcano i guantoni pensando a Berlusconi come a un dittatore. Ha dell’incredibile la relazione tra due magistrati sfociata in pestaggi, volti sfregiati, minacce, appostamenti sotto casa, rocamboleschi pedinamenti, irripetibili ingiurie telefoniche, denunce e controdenunce, coinvolgimenti di ufficiali dei carabinieri, persino filmini hard. La storia che a Trani è finita a cazzotti e carte bollate ha incidentalmente portato alla luce inquietanti collegamenti con la nota inchiesta Agcom, quella delle intercettazioni selvagge dell’ex premier Silvio Berlusconi.

Emergerebbero, infatti, retroscena tali da riscrivere la genesi dell’inchiesta del pm di Trani, Michele Ruggiero, finito lui stesso sott’inchiesta al Csm per aver nascosto parte dell’indagine su Berlusconi al procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo. Per addentrarci in questo ginepraio occorre rifarsi all’ordinanza 163/2011 con la quale la sezione disciplinare del Csm dispone il trasferimento da Trani al tribunale di Matera del gip Maria Grazia Caserta. Nella decisione dell’ottobre scorso si fa presente che il procuratore generale della suprema corte di Cassazione, letti gli atti, ha chiesto la sospensione cautelare delle funzioni e dallo stipendio e il collocamento fuori ruolo organico della dottoressa Caserta.

In subordine, il trasferimento d’ufficio, opzione poi scelta dal Csm che la manderà in provincia di Matera dopo aver fatto presente che la gip è indagata a Lecce e che «vi sono serie ragioni per ipotizzare, con ragionevole fondatezza, la sussistenza di fatti posti a fondamento dell’azione disciplinare» posto che «le condotte contestate appaiono (…) sintomatiche di una carenza di equilibrio». Come dire: un gip con poco equilibrio non può stare a Trani, ma può benissimo esercitare a Matera. Nelle motivazioni si parla di una relazione «caratterizzata da atteggiamenti violenti e minacciosi» della gip che «hanno creato disdoro per l’immagine della magistratura» in quel di Trani, dove la storia era divenuta pubblica attraverso un esposto anonimo.

«La verosimiglianza e la credibilità delle prospettazioni accusatorie – continua il dispositivo – sono provate anche dalla documentazione in atti e in particolare dai certificati medici da cui si evincono le lesioni (riportate da Nardi, ndr) di cui alle incolpazioni» e ancora «dal tenore e dal contenuto degli sms, dal fatto che la dottoressa Caserta non neghi, nella sua memoria difensiva, il rapporto conflittuale con Nardi», dando un’altra versione dei fatti.

Le due parti in causa, contattate dal Giornale, hanno rifiutato qualsiasi commento. Anche i testimoni hanno preferito non esprimersi. Parlano le carte, ovvero l’atto d’accusa del giudice Nardi e la controdenuncia della Caserta finita alla procura generale. Nardi la mette così. Spiega che nell’ambito di rapporti di natura personale si sono sviluppati «atti aggressivi, violenti e persecutori» da parte della dottoressa Caserta. Le cose, aggiunge, si mettono presto male. Gli episodi di stalking selvaggio riferiti dall’autore dell’esposto (che fa sempre i nomi dei testimoni dei fatti denunciati) non si contano. E quando Nardi minaccia di rivolgersi al Csm, la gip, a suo dire, fa presente che gliela farà pagare perché lei ha amici intimi a palazzo dei Marescialli.

Nardi dice d’aver provato a ricondurla a più miti consigli. Ma il 15 marzo scorso viene raggiunto a Sassari e aggredito a pranzo. «Verso le 14.45 la Caserta piombò letteralmente nel ristorante senza alcun preavviso e dopo avermi strattonato e preso a calci e pugni davanti agli astanti cominciava a insultarmi ad alta voce col solito frasario: figlio di puttana, merda, stronzo. Erano presenti il presidente del tribunale di sorveglianza dottoressa Vertaldi, i presidenti delle sezioni di corte d’appello, l’avvocato generale Claudio Locurto…» e via discorrendo. Proprio l’avvocato, continua Nardi, prova inutilmente a calmare la donna. Dopodiché, fuori dal locale, Nardi è colpito al volto con una borsa. «Cadevo privo di sensi, in una pozza di sangue».

Come da referti medici allegati, Nardi si risveglierà al pronto soccorso: viso sfregiato, 17 punti di sutura per 70 giorni di prognosi. Atti violenti si sarebbero susseguiti anche nei mesi a seguire in più luoghi. Quel che più avrebbe scioccato i componenti del Csm sarebbero però i toni degli sms inviati dalla Caserta. Frasi dettate dal risentimento, che lasciano però interdetti: «Non smetterò di respirare finché non ti avrò visto nel fango», «a suo tempo devi crepare», «So cose su di te con cui posso schiacciarti come un verme, stai attento tu verme e pensa a non fare ingravidare tua figlia da qualche delinquente come te verme schifoso», «pagherai caro, e non per mano mia», «Aspetteremo di vedere il fiorellino che hai a casa (mia figlia di 11 anni, scrive Nardi) da quanti sarà colto, «tanto ci penseranno altri a fartela pagare, e comunque i tuoi figli sono merde come te».

La gip, da parte sua, offre un’altra versione ai carabinieri che hanno appena finito di perquisirla a casa e in ufficio. Riferisce che alla luce dei suoi ripetuti tentativi di lasciare l’uomo, Nardi «implementava la sua attività persecutoria già manifestata in precedenza con minacce di ogni genere (“stai bene attenta, guardati le spalle, ti distruggerò, se mi attraversi la strada accelero”) e iniziava una pressante attività di persecuzione ai miei danni già manifestata in passata con ingiurie, minacce e aggressioni fisiche». La Caserta mette nella denuncia contenuti di alcuni sms e chiosa: «Sinora ho vissuto in un clima di terrore che è aumentato dopo l’arrivo dell’esposto anonimo» ai miei genitori.

Il Csm ha creduto a Nardi, per ora. Le contestazioni della gip sono ora al vaglio della Procura generale. Lo stesso Csm si dovrebbe però concentrare anche sul contenuto di alcune e-mail, tra gli allegati agli atti della controversia, che il terrorizzato Nardi archiviava a futura memoria. Perché in una di queste si dà conto di uno strano presunto episodio che coinvolge la gip e il pm dell’inchiesta Agcom-Annozero, finito lui stesso sotto procedimento disciplinare al Csm per aver nascosto al capo parte dell’inchiesta su Berlusconi.


Accuse gravi, queste di Nardi, che non si possono lasciare appese al dubbio. Perché se è vero quel che dice Nardi, il pm Ruggiero avrebbe riferito alla gip Caserta notizie che non solo non aveva messo a conoscenza del suo procuratore ma ne avrebbe parlato con un potenziale giudice terzo dell’inchiesta.

In una e-mail delle ore 9.54 del 22 giugno 2010 Nardi scrive: «La stessa (la Caserta, ndr) mi ha riferito di aver deposto il falso dinanzi al maggiore dei carabinieri nascondendo la circostanza che il dottor Ruggiero, con il quale ha un rapporto confidenziale, nel dicembre del 2009 le disse che stava intercettando Berlusconi e che presto il clamore della vicenda avrebbe fatto cadere il governo. La circostanza mi fu immediatamente riferita dalla Caserta poco prima di Natale del 2009. Ero convinto che avrebbe deposto la verità. Le ho chiesto le ragioni della falsa dichiarazione e lei mi ha risposto che non poteva tradire Michele Ruggiero e che comunque Berlusconi meritava di cadere perché è un dittatore».

Il pm Ruggiero, rintracciato dal Giornale, casca dalla nuvole: «Della vicenda fra loro (Nardi e Caserta) so quello che sanno un po’ tutti. Ma una cosa è certa: quello che sarebbe scritto nella mail è assolutamente e totalmente falso. Non solo io non ho riferito niente a nessuno ma queste cose erano coperte da segreto e mai e poi mai le avrei dette, né in ragione della mia professione e nemmeno dal fatto che vi era un rapporto di colleganza o di amicizia». E siamo solo al primo round.

febbraio 2, 2012

Le sentenze non si commentano ma si rispettano

Filed under: Tipicamente italiano — Luigi Boschin @ 10:05 pm
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Così ho sentito dire spesso in Italia.
Spiacente, ma questa sentenza NON la rispetto:
” Misure cautelari alternative al carcere per lo stupro del branco”

Roma
Sentenza odierna della Cassazione
Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non e’ piu’ obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, ma puo’ applicare misure cautelari alternative.

Preferisco vivere in un paese dove per certi fatti ti danno l’ergastolo,

ecco quello che scrive a proposito la stampa finanziaria americana:

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Luigi Boschin

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